IL PITTORE MANGONE OMAGGIA IL PITTORE CÉZANNE AD ALTAVILLA SILENTINA: “È STATO IL MIO PRIMO GRANDE MAESTRO”

Condividi:

IL PITTORE MANGONE OMAGGIA IL PITTORE CÉZANNE AD ALTAVILLA SILENTINA: “È STATO IL MIO PRIMO GRANDE MAESTRO”

Un antico portone del Novecento diventa una nuova opera dell’artista salernitano, che torna alle origini della propria formazione e rende omaggio a Paul Cézanne: “Il viaggio continua sulle orme dei grandi rivoluzionari dell’arte”

Dalla memoria di Altavilla Silentina alla storia universale dell’arte. Fernando Mangone realizza su un antico portone del Novecento, nel Comune di Altavilla Silentina, una nuova opera dedicata a Paul Cézanne, uno degli artisti che hanno segnato profondamente il suo percorso e la sua formazione. Un intervento che mette in dialogo il territorio, la memoria personale e la grande tradizione della pittura, trasformando un elemento della storia del paese in una nuova superficie di espressione artistica. Il riferimento a Cézanne nasce da un ricordo preciso dell’artista. “Cézanne è stato il mio primo grande maestro. È stato uno dei primi pittori che mi ha emozionato veramente, un grande apripista per me”, racconta Fernando Mangone. “Tra il 1971 e il 1972, prima ancora di andare al liceo artistico, vidi quasi per caso una rivista a casa di mia nonna. C’era un’opera di Cézanne, i ‘Giocatori di carte’, e rimasi completamente affascinato. Quell’immagine mi è rimasta dentro”. Il ricordo della pittura di Cézanne si lega così indissolubilmente a quello di Altavilla Silentina degli anni Settanta, un paese che Mangone ricorda ancora nella sua dimensione più autentica e popolare. “Nel 1972 Altavilla era completamente diversa. Sembrava quasi una città antica. C’erano negozi, cantine, animali per le strade: capre, maiali, asini, galline. C’erano i focolari accesi, il fumo, gli odori delle case e delle stalle. Era una cosa affascinante, sembrava quasi la Grecia antica. Io quella bellezza l’ho vissuta”.

“Questo è il mio omaggio ai grandi dell’arte”, sottolinea Mangone. “Io continuo a camminare sulle orme dei grandi artisti che hanno fatto la storia dell’arte. Sono i rivoluzionari dell’arte, quelli che hanno avuto il coraggio di cambiare, di andare oltre. Il viaggio continua, carissimo. Noi siamo coraggiosi, non siamo noiosi. Continuiamo a cercare la bellezza e le meraviglie”.

L’omaggio a Cézanne si inserisce in un percorso più ampio che ha visto Mangone confrontarsi più volte con i grandi maestri della storia dell’arte, a partire da Vincent van Gogh. “Van Gogh per me è stato il numero uno, ma Cézanne è stato fondamentale. È stato un apripista, uno dei primi grandi pittori che mi ha dato qualcosa, che mi ha fatto innamorare della pittura. Per me omaggiare questi artisti significa continuare un dialogo con loro, senza copiarli, ma cercando di portare avanti quella energia, quel coraggio, quella rivoluzione”.

“Questa opera rappresenta pienamente il senso del percorso di Fernando Mangone e della Fondazione FAM ETS”, dichiara Anna Coralluzzo. “L’omaggio a Cézanne non è soltanto un riferimento alla storia dell’arte, ma è un ritorno alle origini, alla memoria e alle emozioni che hanno accompagnato Fernando fin dai primi anni della sua formazione. È particolarmente significativo che questo incontro avvenga proprio ad Altavilla Silentina, attraverso un antico portone del Novecento che viene restituito a una nuova dimensione artistica”.

“Fernando Mangone ha sempre cercato un dialogo diretto con i grandi maestri, ma lo fa attraverso la propria identità e il proprio linguaggio”, aggiunge la Presidente della Fondazione. “La Fondazione FAM ETS crede in questa idea di arte capace di entrare nei luoghi, di valorizzarli e di creare un rapporto nuovo con la comunità. Il passato non viene semplicemente conservato: viene reinterpretato e torna a parlare al presente”.

Un omaggio che, ancora una volta, nasce dalla volontà di Mangone di guardare ai grandi maestri per continuare a cercare, sperimentare e raccontare la bellezza.

“Il viaggio continua”, conclude Mangone. “Omaggiamo i grandi, omaggiamo quelli che hanno fatto la storia dell’arte. Ci siamo risucchiati nella bellezza, nelle meraviglie. E abbiamo ancora il coraggio di raccontarle”.